Che tipo di suono è: una sola per preset, e si riconosce dal colore senza leggere niente. Si assegna aprendo un preset. I colori sono tuoi — toccali per cambiarli.
Lo stile, o il pezzo: Pink Floyd, jazz, quello che vuoi, e un preset ne può avere quante ne servono. Quelle dell'app ufficiale non entrano in libreria. Eliminarne una la toglie dai preset, che restano.
La libreria vive in questo browser: l'esportazione è l'unico modo di portarla su un altro apparecchio o di metterla al sicuro.
Si importano i backup di quest'app (.json), il
preset_backup.zip dell'app ufficiale e un preset singolo
esportato da lì. Se ce l'hai già, se ne aggiorna il suono: tag, note e famiglia
restano. Un suono che l'ampli sta già facendo non ha bisogno di nessun file:
si prende con «Importa il suono che sta suonando», toccando il
bollino dell'ampli in alto.
Due gesti espliciti, mai in automatico. Quello che arriva si fonde: aggiorna i preset che riconosce, aggiunge quelli che non ci sono, e quelli cancellati sull'altro apparecchio spariscono anche qui — a meno che tu non li abbia toccati dopo.
Si è aperta la pagina di Dropbox: autorizza, e incolla qui il codice che ti mostra. Se non si è aperta da sé — sul telefono capita, il browser la blocca come una finestra a sorpresa — aprila da qui.
Serve un'app tua, una volta sola: su
dropbox.com/developers, «Create app», Scoped access e
App folder; nella scheda «Permissions» spunta
files.content.write e files.content.read. L'app key sta
nella scheda «Settings». L'app secret non serve: una pagina come questa non
potrebbe tenerlo nascosto, ed è il motivo per cui si usa PKCE.
I preset che in libreria hanno lo stesso nome, uno sotto l'altro: quando sono entrati, se stanno sull'ampli, e se suonano uguale. Scegli tu quali togliere.
Toglie dalla libreria tutti i preset tranne gli otto caricati sull'ampli, che restano coi loro tag e le loro note. L'ampli non viene toccato. Se usi Dropbox, al prossimo «Manda su» spariranno anche di là.
Preset con le stesse impostazioni, qualunque nome abbiano: stessi effetti nello stesso ordine, accesi e spenti uguali, stesse manopole e stesso tempo. Tag, note e banchi sono di ciascuno: guarda prima di togliere.
Stesso nome, uno per riga. Stessa lettera, stesso suono: due preset con la lettera A suonano identici, uno con la B è un'altra versione. Tag, note e banchi sono di ciascuno: guarda prima di togliere.
SparklingTones organizza i preset di un amplificatore Spark 2 e li manda all'amplificatore via Bluetooth. Gira per intero dentro il browser: non c'è un server, non c'è un account, e la libreria resta sull'apparecchio che stai usando.
Scritto da Massimo Togni.
Questo software è di libero utilizzo: si può usare, copiare,
modificare e ridistribuire, alle condizioni della licenza MIT, di cui trovi il
testo nel file LICENSE insieme al codice.
Il software è fornito «così com'è», senza garanzie di alcun tipo, esplicite o implicite, comprese quelle di commerciabilità, idoneità a uno scopo particolare e non violazione di diritti altrui.
L'autore non si assume alcuna responsabilità per danni diretti o indiretti derivanti dall'uso di questo software: fra questi, a titolo di esempio e senza che l'elenco sia esaustivo, la perdita o l'alterazione dei preset salvati nell'amplificatore o nella libreria, malfunzionamenti dell'apparecchio, e qualunque conseguenza di un comando mandato via Bluetooth. Lo usi a tuo rischio.
Due cose che conviene sapere prima di usarlo, non per formalità ma perché possono capitare davvero: scrivere un preset in uno slot sovrascrive quello che c'era, e non si torna indietro; e un amplificatore può smettere di rispondere e richiedere di essere spento e riacceso. Tieni un backup dei preset a cui tieni.
Questo software è un progetto indipendente e non ha alcun rapporto con Positive Grid Inc.: non è prodotto, approvato, sponsorizzato, verificato né supportato da Positive Grid, e non ne usa codice.
«Positive Grid» e «Spark» sono marchi dei rispettivi titolari, citati qui unicamente per indicare con quale apparecchio questo software funziona, secondo l'uso descrittivo consentito. Ogni altro marchio citato appartiene ai suoi titolari.
Per l'assistenza sull'amplificatore rivolgiti a Positive Grid: di questo software loro non sanno niente e non ne rispondono.
Provato solo su Spark 2, e su un solo esemplare. Su altri modelli della stessa famiglia non è mai stato acceso: potrebbe funzionare, potrebbe non fare niente, potrebbe comportarsi in modo imprevisto. Il protocollo è stato ricostruito osservando l'apparecchio, non è documentazione ufficiale, e su un firmware diverso dal mio può cambiare.
Niente. Nessun dato viene raccolto né inviato: la libreria sta nel browser di questo apparecchio, e l'unica cosa che il programma comunica sono i comandi all'amplificatore, via Bluetooth, mentre lo stai usando.
Soundshed — licenza MIT. Da lì vengono i nomi in chiaro
degli effetti e delle loro manopole, che l'amplificatore non manda:
sparkFxCatalog.ts, Copyright (c) Soundshed contributors.
github.com/soundshed/soundshed-app
paulhamsh/Spark — licenza Apache 2.0. Il riferimento
funzionante da cui è stata capita la struttura dei messaggi. Copie dei suoi
sorgenti stanno nel repository, in reference/paulhamsh/, con la licenza
accanto.
github.com/paulhamsh/Spark
I nomi dei tipi di riverbero e dei modelli sono quelli che si leggono nell'app ufficiale, trascritti a mano per poterli riconoscere: sono citazioni, non codice.
Si sente subito; in libreria non si salva niente finché non premi «Salva». Tocca un blocco della catena per aprirlo: dentro ci sono il modello, l'interruttore e le sue manopole.
L'ampli i nomi dei parametri non li manda: quelli in corsivo arrivano da una tabella e sono proposte da verificare a orecchio, quelli in chiaro li hai messi tu, i numeri sono ancora da battezzare. Tocca il nome di una manopola per cambiarlo: vale per quel modello, in ogni preset che lo usa.
Scrivi cosa stavi facendo, cosa è successo e cosa ti aspettavi. Il messaggio parte dalla tua posta: l'app non manda niente da sola.
Serve a capire dove cercare: versione dell'app, browser, ampli e le ultime righe del registro. Niente della tua libreria.
Prima apri il ponte sul pedale: tieni premuti insieme i due tasti banco per un secondo e mezzo.
Il ponte resta aperto due minuti, e il display lo dice. Finché è chiuso il pedale non si annuncia, e qui non compare: serve a non far collegare chiunque passi, che gli farebbe mollare l'ampli.
Mentre sei collegato al pedale, il pedale ha mollato l'ampli e non suona: è così per scelta, un padrone alla volta. Appena stacchi se lo riprende da solo. I banchi restano nel pedale anche a corrente staccata.
▶ fa suonare subito quel banco. Spostare e togliere, dal ⋯ di ogni banco, cambiano il pedale solo quando premi «Aggiorna il pedale».